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[1984]-[Loc 12393]- [Verona Porta Nuova - Bologna Centrale]


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Locale 12393

Verona Porta Nuova - Bologna Centrale

 

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Treno fotografato da Gerold Hoernig a Verona Porta Nuova il 10 maggio 1984.

 

In vigore l'orario  IL TRENO - NEL PERIODO INVERNALE 25 SETTEMBRE 1983 - 2 GIUGNO 1984 - ORARIO UFFICIALE DELLE FERROVIE ITALIANE DELLO STATO
Valido dal 25/09/1983 al 02/06/1984.

 

Riferimento: quadro 70 : Brennero (Brenner) - Bolzano (Bozen) - Trento - Verona - Bologna

 


Verona P.N. (p. 13.19)
Verona Cà di David (p. 13.28)
Buttapietra (p. 13.37)
Isola della Scala (a. 13.42 - p. 13.43)
Pellegrina (p. 13.49)
Nogara (a. 13.54 - p. 13.58)
Roncanova di Gazzo Veronese (p. 14.03)
Ostiglia (a. 14.10 - p. 14.15)
Revere (p. 14.18)
Revere Scalo (p. 14.22)
Poggio Rusco (a. 14.27 - p. 14.28)
Mirandola (p. 14.42)
S.Felice sul Panaro (p. 14.49)
Camposanto (p. 14.45)
Bolognina (p. 14.59)
Crevalcore (p. 15.05)
Amola (p. 15.10)
S. Giovanni in Persiceto (p. 15.15)
Tavernelle d'Emilia (p. 15.22)
Bologna Panigale-Scala (p. 15.29)
Bologna Centrale (a. 15.35)

 

Locale di sola seconda classe, senza limitazioni di periodicità.

 

Alcune curiosità legate all'orario da cui è stata tratta la traccia: con la veste grafica dell'edizione invernale 1983/1984, nella testata della colonna orario, se oltre al numero del treno non si mostrava alcuna indicazione, questo era da considerarsi classificato come "Locale", così come se non compariva alcuna indicazione specifica del numero di classe, era da considerarsi in servizio di prima e seconda classe.

Viceversa, treni che offrivano solo la seconda classe (come il "nostro" locale) o di sola prima classe, avrebbero mostrato esplicitamente l'indicazione e i treni di categoria superiore avrebbero mostrato la loro classificazione (TEE,Expr-Rapidi-Dir-IC, questi ultimi all'epoca solo in servizio internazionale).

L'orario di arrivo era evidenziato con un simbolo grafico circolare, nelle località con un solo orario mostrato, come sempre, questo è da considerarsi come orario di partenza.

 

La colonna con le località di servizio non mostravano le progressive chilometriche, ma le località intermedie riportate in grassetto mostravano dei numeri delle linee (o meglio dei quadri orario delle linee) che intersecavano il quadro "70" in dette località.

Tale indicazione mancava nella località di partenza, mentre a Bologna Centrale, venivano mostrati due gruppi di tre stazioni, rappresentanti i collegamenti "significativi" della direttrice su Roma (Bologna, Firenze Santa Maria Novella, Roma Termini) o Adriatica (Bologna, Ancona, Pescara Centrale). 

Di fianco a Bologna veniva mostrato il quadro orario di riferimento a seconda della relazione.

 

Qui se i treni del quadro orario 70 proseguivano verso una di quelle destinazioni avevano gli orari stampati in carattere normale, come per le fermate nelle stazioni del quadro 70, invece eventuali treni utilizzabili "in coincidenza", omettendone la numerazione, venivano mostrati con il carattere in corsivo.

 

Eventuali località di servizio di quell'edizione dell'orario, ricomprese tra i due estremi di origine e destinazione del quadro  avevano questa descrizione, nell'elenco delle convenzioni ed abbreviazioni presente nelle prime pagine del volume:

"

Località     Con questo carattere tipografico sono indicate nei quadri-orario le <<Fermate>>  con distribuzione limitata di biglietti, sia per la specie che per la destinazione, e nelle quali, non avendo luogo tale distribuzione, i viaggiatori in partenza debbono richiedere il biglietto al personale del treno, nel qual caso non è dovuto alcun diritto fisso per esazione in treno.

"

 

Qui le (mie) ipotesi spaziano da località le cui biglietterie distribuivano solo i "celebri" biglietti di tipo Edmonson, prestampati (qui una bella carrellata di biglietti e una sintetica ma efficace descrizione) e limitati magari solo alle località di servizio della linea su cui si affacciava la fermata, a località in cui la vendita era affidata ad esercizi convenzionati (fin che sono esistiti, i biglietti a fascia chilometrica, ovvero i biglietti che permettevano di spostarsi di un determinato numero di chilometri dalla stazione in cui si iniziava il viaggio, si potevano trovare anche in esercizi nella fermata o nei suoi pressi quali bar o edicole: non saprei se anche gli Edmonson venissero distribuiti  in questi canali "alternativi"), fino ad arrivare a mere località di fermata senza servizi  di alcun genere e che quindi richiedevano l'emissione del biglietto in treno (esonerando dal diritto di esazione, ovvero la "penale", chiamiamola così, richiesta e anche al giorno d'oggi prevista, nel caso si salga in treno sprovvisti di idoneo titolo di viaggio, richiedendo all'atto della salita a bordo treno, al  personale di scorta, l'emissione del biglietto).

 

 

Per il resto, ancora ricca presenza di espressi, sia diurni con carrozze dirette, sia notturni.

 

 

 

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